Sculture

La mia ricerca è legata alla memoria degli oggetti e alla loro poetica, come sostiene Vittorino Andreoli, psichiatra e scrittore italiano, la memoria delle immagini si deposita in noi ed è quella a cui leghiamo i sentimenti. Nelle nostre borse, può esserci una corrispondenza affettiva che fa parte di un bagaglio comune, evidenziata dal rivestimento degli interni con stoffe damascate. Infatti, credo che la stoffa dei nostri vestiti o dei rivestimenti dei nostri oggetti, armadi, bauli, cassetti siano un mezzo per farci rivivere attimi del nostro passato. I tessuti possono essere un esercizio della memoria per avvalorare il senso di appartenenza. La scultura per me è un contenitore di oggetti che ci rappresenta sotto forma di metafore. Nei bassorilievi gli oggetti della memoria, sono inseriti dentro stanze-teatrini intarsiati prospetticamente. Dalle aperture si intravedono degli spazi chiusi foderati di stoffe, ambienti surreali dove molte volte i contenitori diventano stati d’animo.