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Materia di stelle  Artemis Continuum
2026

“Siamo un prodotto dell’evoluzione dell’universo: le stelle hanno permesso la formazione dei materiali necessari alla nascita dei pianeti e della vita. Per cui noi siamo veramente figli delle stelle.”

Margherita Hack, dal libro Hack Come io vedo il mondo (2012). 

Siamo fatti della stessa materia delle stelle.

In questa incisione a punta secca, l’universo non è lontano: vibra nella materia, nelle linee incise, nei vuoti e nelle tracce del segno.

Come spiegava Margherita Hack, gli atomi che ci compongono nascono nei processi stellari: ferro, carbonio, ossigeno sono il risultato di esplosioni cosmiche e fusioni nucleari.

L’opera diventa così una mappa intima del cosmo, dove scienza e arte si incontrano, e l’immagine racconta la profonda connessione tra il nostro corpo e l’universo che lo ha generato.

 

 

Materia di stelle. Artemis Continuum è un’installazione che intreccia sogno e scienza, memoria e futuro. Un’incisione sospesa di 165 × 60 cm raffigura la Terra osservata dalla Luna: un’immagine al tempo stesso familiare e remota, nella quale le figure si dissolvono gradualmente nel cielo stellato.

L’opera è inserita in una struttura lignea composta da pannelli assemblati, interamente dipinta in grigio antracite. La monocromia scura, compatta e opaca rimanda all’estetica tecnologica dell’esplorazione spaziale, evocando al tempo stesso l’idea di dispositivo e di soglia tra osservazione e visione.

In relazione diretta con l’incisione sospesa, sul pavimento è collocata una porzione di suolo lunare ricostruito (65 × 65 cm). La base, anch’essa in legno e dipinta in grigio antracite, è costituita da una struttura modulare con una profondità di 10 cm, che accoglie direttamente la materia del suolo.

La superficie, pur mantenendo visibile la scansione modulare, si legge come un campo unitario realizzato in carta riciclata e materiali polverosi. Un velo finissimo ne definisce la texture ed è segnato da impronte ispirate a quelle lasciate dagli astronauti durante le prime esplorazioni lunari. Impresse nel materiale ancora umido, queste tracce evocano la presenza del corpo umano e il gesto del camminare su un terreno altro, trasformando il suolo lunare in  materia poetica.

L’installazione trae ispirazione da due immagini iconiche della storia dell’esplorazione spaziale: Earthrise, la fotografia scattata dall’astronauta William Anders durante la missione Apollo 8 nel 1968, e la celebre impronta dello stivale lasciata da Buzz Aldrin sulla superficie lunare nel corso della missione Apollo 11 nel 1969.

Materia di stelle Artemis Continuum celebra il ritorno reale dell’essere umano sulla Luna, previsto con la missione Artemis II, traducendo l’eredità dell’esplorazione scientifica in un’esperienza poetica e suggerendo un ciclo continuo in cui memoria, desiderio e universo si intrecciano senza confini.

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La NASA (National Aeronautics and Space Administration) è l’agenzia spaziale degli Stati Uniti, fondata nel 1958 e con sede a Washington, D.C., responsabile dell’esplorazione spaziale civile, della ricerca aeronautica e dello sviluppo di tecnologie scientifiche avanzate. Le sue attività comprendono missioni sulla Luna e su Marte, l’uso di satelliti per l’osservazione della Terra e la ricerca tecnologica applicata allo spazio.

L’immagine a cui si fa riferimento unisce due icone della storia NASA. La prima è Earthrise (1968), scattata dall’astronauta William Anders durante la missione Apollo 8: per la prima volta l’umanità vede la Terra sorgere sopra l’orizzonte lunare, simbolo potente della fragilità del pianeta, di un cambio di prospettiva e della nascita di una coscienza planetaria. La seconda è la celebre impronta dello stivale di Buzz Aldrin sulla Luna (1969), testimonianza concreta dello sbarco umano durante la missione Apollo 11.

Il programma Artemis, che prende il nome dalla dea greca della Luna e sorella di Apollo, rappresenta la continuità con le missioni Apollo ma inaugura una nuova fase dell’esplorazione spaziale: il ritorno sulla Luna con un approccio più inclusivo, sostenibile e orientato al futuro, prevedendo anche la partecipazione di astronauti donne. Come nella mitologia, Apollo e Artemide simboleggiano il legame tra Sole e Luna, passato e futuro, conoscenza e protezione, riflettendo la visione della NASA di un’esplorazione spaziale consapevole e condivisa.

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